Nell’area dove sorgeva l’antica laguna di Torvajanica, la leggenda racconta di quei luoghi legati all’approdo dell’antico fondatore fuggito da Troia, Enea. Il mitologico approdo già in epoca antica venne celebrato con l’erezione del Santuario del Sol Indiges, “un luogo cavo sacro al Sole” come racconta Dionigi di Alicarnasso, nel quale i troiani trovarono una fonte d’acqua per dissetarsi.
La zona, compresa tra l’aeroporto militare di Pratica di Mare e il litorale di Torvajanica, ha subito profonde trasformazioni nel tempo, da ampia laguna fino al ‘500 ad area in seguito bonificata. Qui, le indagini archeologiche dell’Università di Roma “La Sapienza” (sezione di Topografia antica), hanno portato alla luce i resti di un santuario, caratterizzato da un tempio con orientamento sud-ovest/nord-est, risalente probabilmente al 520 a.C., epoca a cui appartengono i resti più antichi di statue acroteriali di terracotta, riccamente decorate. Ricostruito intorno al III secolo a. C., di dimensioni maggiori, il santuario appariva come un tempio tetrastilo (con facciata a quattro colonne), dal podio basso, le cui mura perimetrali misurano 120 metri sul lato lungo e 110 su quello corto.
Le successive campagne di scavo (biennio 2009-2010) hanno portato all’individuazione delle fondazioni con orientamento sud-est, larghe 2 metri e poco profonde per il minor peso delle strutture portanti. L’uso dell’opus reticulatum per le murature e del cocciopesto per la pavimentazione si conserva fino all’epoca imperiale, quando, venuta meno la dedicazione religiosa del santuario al Sole primordiale, il sito diventa una sorta di capannone industriale ante litteram.
Tra i reperti del santuario, rinvenute 34 monete risalenti all’epoca di Costantino e Costanzo II, ovvero nella prima metà del IV secolo d.C., quando l’intera zona era probabilmente già stata abbandonata. Nel corso dei secoli è interessante notare la trasformazione del complesso e della zona: luogo dello Sbarco di Enea, santuario preromano, sito religioso con funzione militare, industria fino al definitivo abbandono.
Il sito archeologico del Santuario del Sol Indiges ad oggi non è visitabile. Rimane accessibile solo il leggendario luogo dello sbarco di Enea sul litorale, dove oggi è situato il fosso di Pratica di Mare, un tempo terra del fiume Numicus.