Un Sito archeologico che racconta una storia del territorio ancora poco conosciuta e tutta da scoprire, attraverso un viaggio di emozioni in quei luoghi che evocano vite passate che fanno parte di noi.
L’antica città di Lavinium è ricordata dalle fonti soprattutto per gli aspetti leggendari e religiosi identificata già da Simmaco alla fine del IV sec.d.C. “Civitas religiosa”. Famoso il racconto che richiama la fondazione del luogo da parte di Enea, già raccontata dagli autori antichi quali Timeo (fine del IV sec.a.C.), Licofrone (fine IV-inizi III sec.a.C.) per essere poi glorificata da Virgilio nella sua Eneide.
La riscoperta dell’Antica Lavinium affonda le sue radici nelle figure di Ferdinando Castagnoli e Lucos Cozza, quando nel 1955-56 avviarono le ricerche sul territorio, mettendo in luce importanti complessi sacri, come quello delle Tredici Are e l’Heroon cd. di Enea, strutture abitative, produttive e pubbliche dell’area propriamente urbana, e necropoli. È dall’impegno e la passione dei grandi professionisti del settore che nasce la possibilità di visitare oggi, l’Area archeologica dei XIII altari.
Nell’ampia vallata in prossimità della laguna lavinate, si ergeva il complesso sacro delle Tredici Are la cui vita inizia alla metà del VI secolo a.C. per continuare nel V e nel IV secolo a.C. con la costruzione di nuovi altari e il restauro di quelli già esistenti. L’aurea di sacralità che aleggiava intorno al monumento era sottolineata dall’acceso colore rosso con cui erano dipinti gli altari, che incontrando il sole nelle diverse ore del giorno, regalavano suggestivi contrasti di luce con le zone d’ombra, specie all’alba e al tramonto. Connesso al santuario, un edificio arcaico del VI-V sec. a.C. legato alle pratiche religiose del luogo, il quale fungeva da ricovero per i sacerdoti e pellegrini e utilizzato come deposito per oggetti votivi e ceramiche d’uso comune.
Tra questi, presente la ceramica di importazione attica, laconica, ionica, testimone degli importanti contatti della città latina con il mondo greco. Numerose e di tipologie diverse sono le offerte votive: piccoli crateri, coppe, bronzetti, riconducibili alla prima fase di vita del santuario, mentre sono più recenti i votivi anatomici, le statuine di terracotta, le teste e le mezze teste votive.
Per il santuario sono state avanzate diverse proposte di identificazione del culto: si è parlato di un Aphrodision (santuario di Afrodite), sulla scorta della testimonianza di Strabone, di un culto federale legato ai Penati, di culti agrari, ecc. L’abbandono degli altari viene generalmente datato al III sec.a.C.
A 200 m dal santuario, una tomba a tumulo orientalizzante (inizi del VII sec.a.C.) richiama la storia delle origini del luogo. Con 18 metri di diametro, era destinata a contenere una tomba principesca, appartenente ad un personaggio non solo ricco ma evidentemente degno di ricevere l’ammirazione e il ricordo dell’intera comunità. Monumentalizzata nel IV secolo a.C. viene identificata, sulla base di una descrizione di Dionigi di Alicarnasso, con l’Heroon di Enea, il luogo destinato al culto dell’eroe.
Le indagini archeologiche hanno interessato anche l’area urbana, dimostrando che l’Antica Lavinium era ampiamente abitata dalla fine del VII sec. a.C. raggiungendo nel corso del VI sec.a.C. la massima espansione, con edifici coperti di tegole, una cinta muraria e viabilità. Tra i luoghi di culto della zona, il santuario dedicato alla Minerva Tritonia si distingueva per l’importanza riconosciuta dai devoti del tempo, i quali offrivano preziose statue votive (esposte al Museo Lavinium insieme alla Minerva Tritonia, all’interno di un innovativo percorso multimediale) o ceramiche funzionali al culto.
Il cuore della città, la piazza del Foro, era provvisto di un grande tempio a tre celle e da un Augusteum che ha restituito ritratti della famiglia giulio-claudia. Le vicine terme di epoca imperiale, insieme alle strutture appartenenti allo stesso periodo, confermano la vitalità del centro, anche se con respiro meno ampio, in piena età imperiale.
Gli orari di apertura del Museo hanno subito variazioni causa emergenza COVID-19. Per informazioni aggiornate contattare il museo tramite il numero di telefono o l’email segnalati.
1 ottobre – 31 marzo
Accesso con visita guidata (Appuntamento al Museo)
Domenica e festivi: ore 11.00
1 aprile – 30 settembre
Accesso con visita guidata (Appuntamento al Museo)
Sabato, domenica e festivi
– Aprile, maggio e settembre: ore 16.00
– Giugno, luglio e agosto: ore 18.00
Tel. e Fax: 06 91984744
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